I mercati immobiliari europei potrebbero trarre un vantaggio dai cambiamenti innescati dalla crisi del COVID-19 sulla filiera produttiva globale e sui servizi di e-commerce

A dimostrarlo è l’ultimo Report di Colliers “Trends Emerging and Accelerated by the COVID-19 Pandemic”

Milano, 4 maggio 2020 - Nonostante l’elevato livello di efficienza, produttività, qualità e - in una certa misura - di costo raggiunto dalle filiere produttive, la pandemia di Coronavirus ha dimostrato come, per le aziende, sia minimo il margine di errore sostenibile. Sono molti i produttori e le imprese che, per limitare la diffusione del virus o sprovvisti di materie prime e componenti essenziali per la produzione a causa delle molte interruzioni nelle forniture, hanno dovuto interrompere la propria attività.

Simone Roberti, Head of Research, Italia: “Questa crisi ha evidenziato i problemi legati alla delocalizzazione della filiera produttiva che erano stati realizzati negli ultimi decenni, nel mondo ma soprattutto in Europa. La crisi del covid-19 è arrivata in un periodo di guerra commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti che ha reso evidente ad alcune aziende la necessità di realizzare delle filiere più resilienti. Questo le spingerà principalmente ad accorciare le distanze tra i fornitori, diversificarli e avere maggiori disponibilità di scorte."

Le principali evidenze dal report di Colliers:

Il settore dell'automotive e l'aumento dei servizi di car sharing

Sono molti gli operatori dell’automotive, leader a livello globale, che hanno la propria sede in Europa. Nel corso delle ultime settimane la maggior parte della produzione è stata interrotta causando di riflesso un forte “effetto domino” su molti settori ancillari e soggetti correlati tra cui fornitori terzi, spedizioni e logistica e concessionari di auto.
A ciò si aggiunge che il settore, come altri, già precedentemente alla crisi COVID-19 si trovava in una situazione caratterizzata da fattori “disruptive” per l’industria come le costanti fluttuazioni nelle vendite, la spinta del mercato per prodotti più sostenibili/ibridi, lo sviluppo di veicoli autonomi e di altre innovazioni necessarie per la sostenibilità del settore nel futuro.
Nell’automobilistica, e in molti altri settori, l’epidemia potrebbe velocizzare l’introduzione di questi cambiamenti. Si tratta però di industrie particolarmente complesse, per le quali sarà sicuramente necessario del tempo.
Attualmente, in molti paesi la possibilità di lavorare da casa ha portato in a una notevole riduzione dell’utilizzo di auto e trasporti pubblici. Nonostante sia presto per comprendere quali saranno le evoluzioni di questo nuovo trend, la maggiore attenzione alla mobilità in ambito professionale e le limitazioni imposte agli spostamenti potrebbero generare nuove necessità di mobilità alternativa. Per questo motivo, quindi, potremo potenzialmente assistere a un’impennata dei servizi di car sharing o alla nascita di nuovi modelli di mobilità (Maas).

E-commerce: i rivenditori con maggiore potenzialità di crescita dovranno sviluppare ulteriormente i propri canali d’acquisto online

L'e-commerce è sicuramente uno dei pochi settori ad aver registrato un segno positivo durante la crisi. Il risultato è attribuibile, in gran parte, alla distribuzione di beni di prima necessità tra cui prodotti alimentari, prodotti farmaceutici e gli ormai noti Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). In Europa, le misure di lockdown adottate dai governi (tra cui la chiusura di molti esercizi commerciali al dettaglio) hanno spinto la maggior parte dei cittadini a fare ricorso agli acquisti online, pur non essendo abituati o soliti a tali modalità d’acquisto.
Alla luce dei recenti cambiamenti causati dal virus nei comportamenti d’acquisto dei consumatori, i retailer con maggiore potenzialità di crescita dovranno aumentare e migliorare la disponibilità e l’efficienza dei propri servizi e-commerce, focalizzandosi in particolare nella gestione e nell’evasione degli ordini.

La tecnologia e l'innovazione possono contribuire ad attenuare gli impatti della pandemia

La fase di “ascesa” delle macchine in ambito professionale è iniziata diverso tempo fa, in parte a causa di particolari condizioni nel mercato del lavoro. La situazione attuale conferma quindi la loro importanza, oggi e in futuro.
Negli ultimi anni, gli immobili dedicati al settore Industial & Logistics (I&L) sono diventati sempre più “smart” per soddisfare le esigenze di business dei tenant, a loro volta sempre più orientati all’innovazione e alla tecnologia.
Sono diversi i settori in cui la tecnologia contribuisce a migliorare le modalità in cui gli edifici vengono gestiti e le attività che vengono svolte al loro interno. Tra questi, per esempio, la fornitura di energia, dove i processi di monitoraggio e ottimizzazione necessitano di attenzioni particolari, essendo l'elettricità un elemento oneroso e alla base di qualsiasi operazione guidata dalla tecnologia.
I robot, i carrelli elevatori autonomi, la stampa 3D e i droni rappresentano un ulteriore esempio di come la tecnologia sia già in uso da tempo e in continua evoluzione.
La pandemia ha colto molti di sorpresa, ma gli investimenti in tecnologia e innovazione possono contribuire ad attenuarne gli effetti nel caso in cui dovesse protrarsi o addirittura ripetersi in futuro.

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