Il COVID-19 potrebbe essere uno stimolo per rendere il lavoro da remoto la norma

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La pandemia del coronavirus potrebbe essere lo stimolo per incrementare il lavoro da casa in futuro, come indica il risultato del sondaggio di Colliers International - una delle principali società globali di servizi immobiliari.

Il sondaggio ‘Working from home during COVID-19’, ovvero ‘Lavorare da casa durante il COVID-19’, è stato lanciato da Colliers per comprendere come i lavoratori stanno affrontando il cambiamento del lavoro da remoto introdotto da numerose aziende in tutto il mondo per rispondere all’epidemia del coronavirus (COVID-19).

I risultati iniziali, che si basano su oltre 3.000 risposte da oltre 25 paesi fornite da un ampio spettro di professioni che tradizionalmente lavorano in ufficio, mostrano che:

  • L’82 per cento vorrebbe lavorare da casa un giorno a settimana o più quando la crisi del COVID-19 sarà superata.

  • Il 71 per cento di coloro che non avevano mai lavorato da casa prima del COVID-19 vorrebbe lavorare da remoto almeno un giorno a settimana in futuro.

  • Il 53 per cento di chi ha risposto crede che la loro produttività non sia cambiata come conseguenza del lavoro da casa, e il 24 per cento crede che (la propria produttività) sia aumentata. Tuttavia, il 23 per cento sostiene che la propria produttività sia diminuita.

  • La produttività è aumentata prevalentemente nei servizi finanziari, servizi professionali e settore tecnologico. La produttività è diminuita nel settore legale e in quello educativo e della ricerca.

  • Il 55 per cento reputa di svolgere il lavoro individuale e di concentrazione meglio o molto meglio lavorando da casa piuttosto che in ufficio.

  • Il 76 per cento di chi ha risposto si sente ancora connesso al proprio team mentre lavora da remoto, nonostante la distanza fisica. Tuttavia, il 58 per cento crede di poter collaborare meglio dall’ufficio rispetto che da casa.

Chris McLernon, Chief Executive Officer di Europe, Middle East e Africa presso Colliers International, ha affermato che i risultati iniziali dell’indagine indicano che la pandemia coronavirus porterà cambiamenti fondamentali nelle modalità di lavoro.

“Siamo nel mezzo del più grande esperimento di lavoro da remoto nella storia umana che avrà un impatto significativo sul modo in cui lavoreremo in futuro,” ha detto.

“È essenziale comprendere come le persone stanno vivendo il lavoro da casa durante questo periodo difficile, e questo studio del team Workplace Advisory di Colliers International sta rivelando dati globali unici che ci aiuteranno a fornire consigli basati sui fatti su miglioramenti di breve termine e impatto di lungo termine.

“È già chiaro che molte persone stanno adottando il lavoro da casa, ed è probabile che vogliano continuare ad avere un certo livello di lavoro da remoto per parte della settimana, persino quando potranno tornare in ufficio.”

L’indagine iniziale ‘Working from home during COVID-19’ terminerà alla fine di aprile e seguirà la pubblicazione di un report. Rappresenta la prima parte di uno studio multifase di Colliers, che ha lo scopo di fornire informazioni utili sul lavoro da casa durante la pandemia di COVID-19, e così facendo identificare opportunità di miglioramento ed esplorare implicazioni di lungo termine sullo spazio per uffici.

Jan Jaap Boogaard, Head of Colliers Workplace Advisory di Europa, Middle East e Africa, ha commentato: “Ci troviamo in una situazione difficile, ma al tempo stesso unica che offre opportunità per ripensare al modo in cui lavoriamo.

“Dovremmo usare questa opportunità per misurare quello che funziona e quello che non funziona per beneficiarne in futuro, che è esattamente il motivo per cui abbiamo iniziato il nostro studio sul lavoro da casa.

“I primi risultati mostrano alcune informazioni molto interessanti. La maggioranza delle persone ha indicato che la propria produttività non è cambiata da quando lavorano da casa. Approssimativamente lo stesso numero di persone ha risposto che la loro produttività è aumentata o diminuita.

“Inoltre, oltre il 70 per cento dei lavoratori che non aveva mai lavorato da casa prima del COVID-19 vorrebbe lavorare da remoto almeno un giorno in futuro. Ciò avrà un impatto significativo sui requisiti degli spazi delle organizzazioni.”

Dettagli delle iniziali scoperte dell’indagine mostrano un desiderio di continuare il lavoro flessibile in una certa misura dopo la crisi del COVID-19. Un totale del 49 per cento ha affermato che vorrebbe lavorare da remoto 1-2 giorni, mentre il 32 per cento vorrebbe tre o più giorni a distanza, e il 19 per cento vorrebbe lavorare da remoto per meno di un giorno.

Le differenze sembrano emergere tra persone che hanno iniziato a lavorare da casa recentemente e coloro che stanno già lavorando da casa da un paio di settimane. Solo il 7 per cento di coloro che stanno già lavorando da casa da quattro settimane, vorrebbe tornare a lavorare in ufficio tutti i giorni alla fine della pandemia. Al contrario, il 22 per cento di chi sta lavorando da casa soltanto da una settimana vorrebbe tornare a lavorare in ufficio l’intera settimana lavorativa dopo il COVID-19.

L’indagine ha anche rivelato che le esperienze del lavoro da casa differiscono tra chi ha o non ha figli a casa, e coloro che hanno coinquilini.

Un totale del 33 per cento di chi ha risposto riporta di avere più distrazioni mentre lavora da casa. La distrazione principale è stata identificata nei figli, seguita da altre persone nell’abitazione e dagli animali domestici.

Le persone che vivono da sole o con il coniuge o il partner mostrano la minor diminuzione di produttività.

La principale postazione per il lavoro da casa è una stanza delimitata dedicata al lavoro (39 per cento), seguita dal soggiorno (32 per cento), la camera da letto (17 per cento) e la cucina (15 per cento). La maggior parte di chi vive da solo ha scelto di lavorare dal soggiorno, ma la maggioranza di chi ha figli ha scelto una stanza chiusa dedicata al lavoro.

I risultati iniziali dell’indagine hanno mostrato che le persone con coinquilini vorrebbero lavorare di più dall’ufficio dopo la situazione del COVID-19, rispetto a chi vive da solo, o a chi vive con figli o col coniuge o partner.

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Simone Roberti | Colliers International | Milan

Simone Roberti

Head of Research

Milan

Simone, as Head of Research in Italy, analyses the Italian real estate market in order to support the different business lines. The aim is to support the clients' choices in their investment and disposal decisions through data, analysis and forecasts.

Moreover, various market reports are realised on the different products, asset classes and locations, also in collaboration with the other Colliers research departments.

Finally, Simone is a member of the “Performance Measurement & Benchmarking” INREV Committee since January 2016.

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