Italia | INVESTIMENTI 2018 Q2

I risultati del 2017 avevano fatto sperare o piuttosto creato l'illusione che il mercato immobiliare italiano fosse diventato molto più attivo, avvicinandosi ai livelli degli altri paesi europei più maturi. In realtà, il volume del primo semestre, pari a 2,9 miliardi di Euro, ha riportato il mercato su dei livelli inferiori del 45% rispetto al 2017, ma in linea con la media dello stesso periodo del 2013-2016.
Tre aspetti possono essere evidenziati. La mancanza di prodotto continua a farsi sentire e le transazioni di value¬≠added che vengono chiuse richiedono maggior tempo di valutazione e di negoziazione. La ripresa del mercato degli anni passati hanno spinto le aspettative dei venditori su livelli di prezzo che in certi casi rendono difficile, se non impossibile, finalizzare la transazione. L'incertezza. infine. sia politica (italiana e europea in generale) ma soprattutto finanziaria legata su cosa succederà dopo la fine del Quantitative Easing (QE) comincia a farsi sentire.
Nell'insieme, i vari settori hanno fatto registrare delle diminuzioni nei volumi investiti, soprattutto il ricettivo (-70%) e il direzionale (-64%). Queste due asset-class sono quelle dove la mancanza di prodotto si fa sentire maggiormente, soprattutto perché gli investitori stanno guardando con sempre più interesse operazioni value-added che richiedono maggior tempo di finalizzazione.